L'opinione di Mediolanum

Da Super Mario a Super Giappone

Secondo Toyo Keizai, prestigiosa rivista economica giapponese, Nintendo è diventata ufficialmente la società più ricca del paese. Il suo titolo quotato sull'indice Nikkei è passato dai 1.000 yen del 2014 agli attuali 8.000, con una valutazione che supera gli 11 miliardi di dollari. Un successo costruito nel tempo con la posa del primo mattone nel 2017 quando lanciò sul mercato la consolle ibrida Nintendo Switch che conquisterà il mercato. Probabilmente è solo una coincidenza, ma un anno prima in Giappone nasceva un esperimento di politica monetaria da libro di storia: l'helicopter money. Coniata dall'economista Milton Friedman nel 1969, rende l’idea di una distribuzione di denaro ai cittadini dalle istituzioni come lanciato da un elicottero. Paul Sheard (capo economista di S&P Global) diceva che questo tipo di elargizione oggi deve unire politica monetaria e politica fiscale insieme. Infatti, nel 2016 alla politica fiscale ultra-espansiva ideata dal primo ministro Shinzo Abe, si unisce la politica monetaria della Boj che porta i tassi d'interesse sottozero. Mossa mai vista nell'era moderna dei mercati finanziari fatta per dare una scossa a un paese afflitto da 10 anni di deflazione. 

Il decennio 2010 per il Giappone era iniziato nel modo peggiore, oltre alla depressione economica scatenata dallo scoppio della bolla immobiliare degli anni '90, deve affrontare i problemi dell’esplosione della centrale di Fukushima e anche quelli del debito: il rapporto debito/Pil giapponese era il più grande al mondo, era il 230% mentre quello della Grecia (prima vittima della caccia ai paesi indebitati) era oltre il 140%. All’epoca il noto economista Luigi Zingales disse "c'è una battuta che circola tra i miei colleghi, sai qual è la differenza tra il Giappone e la Grecia? Tre anni" (Ilsole24Ore 06-11-2012).

Ma il Giappone reagisce e dà quella sterzata che con il tempo cambierà tutto. Non c'è solo l'Abenomics, c’è un helicopter money fatto bene che ai tassi sottozero aggiunge lo stampaggio di moneta usato per comprare titoli di stato rendendo quindi il mercato più liquido (esperienze adottare da Fed e Bce), ma non basta, attraverso diversi strumenti finanziari inizia anche a comprare azioni e bond di diverse nazioni. Un'operazione di espansione che dopo il Covid in Occidente andrà sotto il nome di "liquidità infinita". Ci sono voluti anni, ma a forza di spingere l'economia in Giappone ha ripreso a correre e anche l'inflazione che sembrava non voler proprio rialzarsi, alla fine si è svegliata. Gli economisti dicono che il merito è di fattori esogeni, ma negli ultimi mesi il governo in carica ha continuato a lavorare spingendo la spesa per continuare con gli stimoli. A dicembre la coalizione di governo guidata dal primo ministro Kishida Fumio ha approvato un pacchetto di riforme fiscali incentivando gli aumenti salariali volti a innescare un ciclo virtuoso. Una terapia che ha entusiasmato la borsa, tanto che l'indice Nikkei è ritornato sui record storici del 1989! Secondo Nikko Asset Management il rialzo di borsa continuerà e sarà guidato da fattori tra cui le riforme di governance societaria, l'aumento dell'attività di fusione e acquisizione che è a livelli record, il cambiamento del metabolismo aziendale (l'età media dei Ceo è in calo di 10 anni) e l'aumento dei consumi privati spinto da uno dei più forti aumenti salariali mai visto negli ultimi 30 anni.

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Dichiarare la vittoria contro la deflazione è l'obiettivo finale di governo e il traguardo ora sembra molto vicino. Proprio per questo il 19 marzo la Boj ha deciso di effettuare il primo aumento dei tassi dal 2007, anche questo un evento storico. Come per Usa e Europa si cerca di tornare alla "normalità" che in termini economici significa tassi reali positivi. C'è un altro fattore da considerare in questa situazione: con l'aumento dei tassi le obbligazioni rischiano di svalutarsi. Come abbiamo scritto sopra il debito pubblico in Giappone è su livelli record, e i titoli di stato in circolazione sono molti e sono per il 54% in mano alla Boj, il 19% nei portafogli di assicurazioni e l'11% nelle banche (IlSole24Ore 20/03/2024), una caduta dei prezzi potrebbe avere ripercussioni pericolose sui bilanci. Per questo il comunicato della Boj successivo all’aumento dei tassi, mette fine all’acquisto di azioni in borsa ma conferma di continuare a comprare titoli di stato nelle stesse quantità. Avanti dunque ma con giudizio.

Tasso di interesse reale: è la differenza tra il tasso di interesse nominale, che è il tasso di riferimento della banca centrale di una determinata zona, meno il tasso di inflazione della zona in questione. Per esempio, la BCE meno il tasso di inflazione della zona Euro. Un’economia sana ha tassi reali positivi per questo se l’inflazione continuerà a scendere si potranno tagliare i tassi nominali. Per un decennio abbiamo avuto tassi reali negativi, è stata un’eccezione, non è la regola.


AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
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